«Ti farò questa domanda lì: “Lei sa che rapporti c’erano tra Lima (Felice Lima, ndr) e Borsellino?” E tu tira fuori questa storia, perché ti farò questa domanda». Il 28 ottobre 2023 Roberto Scarpinato, ex magistrato del pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oggi senatore 5 Stelle e membro della Commissione parlamentare antimafia, parla con il suo ex collega Gioacchino Natoli (anche lui all’epoca nel pool) in vista della sua convocazione a Palazzo San Macuto - avvenuta poi il 23 gennaio 2024 - per riferire del dossier “mafia e appalti” (confezionato nei primi anni ‘90) come possibile movente della strage di via D’Amelio. Il 13 luglio 1992, infatti, la Procura di Palermo chiese l’archiviazione di alcuni soggetti coinvolti nell’inchiesta “mafia e appalti”; richiesta che venne taciuta il giorno dopo in un incontro a cui partecipò anche Paolo Borsellino. Tanto che l’avvocato Fabio Trizzino (marito di Lucia Borsellino, la figlia maggiore del magistrato) parla di tradimento nei confronti del suocero, ucciso 5 giorni dopo.

Questa intercettazione tra Scarpinato e Natoli - in cui sembra che i due si mettano d’accordo sui contenuti dell’audizione - è stata captata nell’ambito della recente inchiesta della Procura di Caltanissetta su un presunto insabbiamento del fascicolo “mafia e appalti”, finalizzato, secondo l'accusa, ad aiutare imprenditori mafiosi come Antonino Buscemi e Francesco Bonura. Lo stesso Natoli, l’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il generale della Guardia di finanza Stefano Screpanti sono indagati per favoreggiamento alla mafia. Massimo Giletti stasera torna su Rai 3 con la seconda stagione de “Lo Stato delle cose” e svelerà diversi passaggi di queste conversazioni.