Non si può dire che sia nata una stella, perché l'astro politico di Silvia Sardone brilla ormai da un pezzo, consacrato dalle 75mila preferenze con le quali ha confermato alle Europee dello scorso anno il proprio seggio all'Europarlamento (30mila più di quelle del 2019). Si può però affermare che il pratone di Pontida, che alla vigilia in tanti raccontavano pronto a incoronare il generale Roberto Vannacci, ieri ha invece trovato e dato i gradi a una generalessa. Al netto dell'intervento conclusivo del Capitano, Matteo Salvini, è stato infatti il discorso della vicesegretaria milanese, ma con origini paterne in Puglia, quello che più ha infiammato i militanti. Molto più di quello dell'autore del Mondo al Contrario, molto atteso e che però era stato più brillante l'anno scorso.
Il generale forse era trattato dall'eccesso di polemiche sul suo ruolo nel partito e le sue provocazioni verbali. Sul pratone non aveva le sue truppe, perché c'erano i leghisti di sempre, quelli che a Pontida vanno da quarant'anni, tramandandosi l'appuntamento di generazione in generazione. Fatto sta che quel piccolo esercito di fedelissimi si è scaldato più per i mao mao barbuti che la generalessa vuole reimigrare a casa loro che per il giuramento di Alberto da Giussano e gli eroi della X Mas che il generale vorrebbe insegnare fosseroti a scuola.









