Quarant’anni, il 25 marzo scorso. No, non io - li ho superati da un pezzo - ma la prima Carovana di Exodus. Era il 1985 quella prima volta lì, quando 13 ragazzi, tutti con l’ago nel braccio, dati per spacciati, si misero in viaggio per attraversare l’Italia. Nove mesi di strada e fatica. Di quei 13 ragazzi non ne perdemmo nemmeno uno. Oggi, mentre scrivo queste righe i miei ragazzi sono di nuovo in cammino. Dal Madagascar all’Italia, da Nord a Sud della penisola, 5500 chilometri tra bicicletta, piedi e vela, attraversando paesi, comunità che ci ospitano, coscienze condivise.

Ma questa volta c’è qualcosa di diverso e straordinario che mai era accaduto in 4 decenni di Exodus: qualcuno sta filmando tutto. Con occhi di Scienza. Non parlo di un semplice film. Cinque mesi fa un gruppo di giovani ricercatori di X23 Science in Society mi ha proposto un documentario di ricerca scientifica sulla Carovana del quarantesimo anno. Non la descrizione, non una cronaca, ma uno studio umanistico e un seme per il futuro. Ho detto immediatamente di sì. Ci sto pensando spesso mentre li so pedalare, ragazzi e giovani scienziati insieme lungo stradine di montagna, su sentieri danteschi tra Ravenna e Firenze.