Ha vinto Dembélé, dunque viva Dembélé: trofei in serie, gol a vagoni, e una finale di Champions nella quale si è tolto lo sfizio molto snob di non figurare nel tabellino, per quanto extralarge, ma di risultare comunque tra i migliori per la regia offensiva. E quindi lode meritata per lui e per tutto il Paris Saint-Germain, inevitabile dominatore di questa edizione del Pallone d’oro, ma Ousmane Dembélé io l’ho votato al secondo posto (le preferenze per il massimo premio sono dieci a scalare, 15 punti al primo, 12 al secondo e così via).