Con il Pallone d’Oro conquistato a 28 anni, Ousmane Dembélé si guadagna ufficialmente un posto per sempre nell’elìte del calcio mondiale. Il premio arriva a coronamento di una stagione fantastica in cui ha contribuito attivamente ai trionfi del Psg (Champions, campionato, Coppa e Supercoppa di Francia più Supercoppa europea) collezionando 35 gol e 16 assist in 53 partite. Titoli che, 9 anni dopo l'ultimo ricevuto (miglior giovane della Ligue 1 nel 2016, ndr) gli sono valsi anche i premi individuali di miglior giocatore della Champions, del campionato, della Supercoppa Uefa e della Supercoppa di Francia.

Un talento sbocciato nel Rennes

Eppure fino a poco tempo fa l’attaccante francese, soprannominato "Il Mosquito", sembrava destinato a non riuscire a mantenere le promesse di quando era ragazzo. Nato a Vernon, da padre di origine senegalese e madre mauritana e cresciuto a Les Andelys, in Normandia, Dembelé si era messo in mostra nelle giovanili del Rennes fino a guadagnarsi un posto nella seconda squadra a 18 anni e poi in prima l’anno seguente.

Nel 2017 andò al Barcellona per 105 milioni più 40 di bonus

Le sue grandi doti di dribblatore, abbinate alla velocità e a un buon tiro avevano convinto il Borussia Dortmund a investire su di lui oltre 15 milioni nel 2016. La discreta stagione in Germania (10 gol in 50 partite) gli era valsa la chiamata del Barcellona che l’aveva portato in Spagna ad agosto 2017 per la cifra record di 105 milioni di euro più 40 di bonus: un prezzo che lo aveva fatto diventare allora il terzo acquisto più caro nella storia del calcio e il calciatore francese più costoso di sempre.