Algeri, 5 novembre 1988. È qui che Yasser Arafat legge per la prima volta la «Dichiarazione di Indipendenza palestinese», il documento ufficiale dell’Olp che proclama la Palestina Stato indipendente. Il testo è scritto dal poeta Mahmoud Darwish ed è letto durante la sessione conclusiva del 19° Consiglio nazionale palestinese. È standing ovation. Trentasette anni dopo, con Gaza che brucia, le parole del grande scrittore dell’esilio diventano un lungo elenco di sogni infranti, ma è da questo testo dai tratti struggenti che parte il percorso internazionale per il riconoscimento dello Stato palestinese. Oggi, 151 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite lo hanno fatto. Ma che cosa significa per la Palestina questa nuova ondata di «sì»?
Che cosa può cambiare con il riconoscimento della Palestina?
Un atto simbolico che ha poche conseguenze pratiche: ambasciate e commerci













