PADOVA - Difficile, quasi impossibile contare le bandiere palestinesi degli oltre 10.000 padovani in corteo cittadino a sostegno della Global Sumud Flotilla e contro Israele. A un’ora dall'inizio del corteo, già in 2.000 affollano il Liston: molti son reduci dalla protesta del mattino al porto di Marghera e arrivano ancora bagnati dagli idranti delle forze dell'ordine. Tra loro ci sono universitari, attivisti del Cso Pedro e delle sigle della sinistra cittadina, ma soprattutto tanti padovani indignati per le bombe israeliane che continuano a cadere sulla Striscia di Gaza. I ricercatori del collettivo Corda distribuiscono una petizione per chiede al Bo di rescindere gli accordi con aziende belliche. Ma la preoccupazione è per i bambini. A scioperare ci sono anche 40 specializzandi di pediatria, che curano i bambini in arrivo a Padova. «Ci sentiamo impotenti davanti a questo orrore - commenta Denis Doni -. Noi siamo riusciti a scioperare ma altri 40 colleghi sono dovuti rimanere in corsia perché hanno l'obbligo di curare i bambini». Con loro anche l’amministrazione comunale. Ad appendere una bandiera della Palestina dalla finestra del suo ufficio (foto nel tondo) a Palazzo Moroni è stato l’assessore Andrea Ragona.
Padova si ferma per Gaza: 10mila in corteo tra fuochi d'artificio e strade bloccate. E mamme e insegnanti radunano 500 persone in Prato
PADOVA - Difficile, quasi impossibile contare le bandiere palestinesi degli oltre 10.000 padovani in corteo cittadino a sostegno della Global Sumud Flotilla e contro Israele. A un’ora...














