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Elisabetta Andreis e Giovanna Maria Fagnani
Durante il corteo per Gaza, una frangia di violenti ha utilizzato cartelli stradali, cestini e transenne per rompere vetrine e porte di accesso alla stazione. I treni in partenza sono stati bloccati, mentre quelli in transito per oltre un’ora hanno saltato la fermata. Sala: «Il vandalismo di frange violente non aiuta la causa». Meloni: «Prepotenza e violenza gratuita»
La manifestazione per Gaza a Milano, che ha portato in piazza oltre diecimila persone, è terminata con scontri e tensioni dentro e fuori la Stazione Centrale. Tra le forze dell’ordine ci sarebbero una sessantina di feriti, di cui 23 già refertati. Fermati e portati in questura una decina di manifestanti. Dopo ore di corteo, studenti, insegnanti, famiglie e attivisti si sono riversati verso l’atrio principale. Qui la situazione è sfuggita di mano, molti studenti, cittadini e professori si sono allontanati non riconoscendosi in questo epilogo. I disagi in città sono accresciuti dallo sciopero, che dalle 18 in poi ha bloccato due linee della metropolitana, la M1 e la M3.
«Il vandalismo di oggi, causato da frange violente, non trova giustificazione e certamente non aiuta la causa di Gaza». Così il sindaco di Milano Beppe Sala commenta quanto sta avvenendo in città. «In queste ultime settimane si sono succedute a Milano manifestazioni molto partecipate a difesa della causa Palestinese, sempre in maniera pacifica», ha aggiunto. Mentre la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime sui social «un pensiero di vicinanza alle forze dell'ordine, costrette a subire la prepotenza e la violenza gratuita di questi pseudo-manifestanti. Mi auguro parole chiare di condanna da parte degli organizzatori dello sciopero e da tutte le forze politiche».











