All’indomani dell’assassinio di Charlie Kirk, Spencer Cox, governatore repubblicano dello Utah, ha osato farsi avanti dicendo: «La politica oggi è solo rabbia. Dobbiamo trovare un’uscita».
Mentre Donald Trump e i suoi alleati puntavano il dito contro “la sinistra radicale”, Cox saliva infatti su un palco a Salt Lake City con gli occhi lucidi, la voce incrinata, e provava a passare un altro messaggio: l’America non può continuare a nutrirsi di vendette e la violenza politica non è un destino inevitabile.
È stato un momento insolito, quasi stonato nel frastuono della guerra verbale che sta dominando la vita pubblica americana. Ed è lì che Cox, politico di provincia fino a poco fa relegato alle cronache locali, si è trasformato in un volto nazionale: il repubblicano che chiede non di combattere meglio, ma di “disagree better” (di dissentire meglio).
Un outsider tra i repubblicani
Nato a Fairview, cittadina di poche migliaia di abitanti nello Utah, Spencer Cox è cresciuto tra le montagne e la cultura mormone, si è sposato con la sua “high-school sweetheart” (la fidanzata del liceo) ed è padre di quattro figli. Un profilo familiare, rassicurante, che però nasconde una postura politica radicalmente diversa da quella del suo partito.









