Imperia – I bimbi di Imperia alzano al cielo fogli bianchi, su cui viene citata la contestata frase pronunciata in un talk show televisivo sulla guerra a Gaza. “Definisci bambino”. Tutto intorno sventolano bandiere, della Palestina, della pace, dell’Usb (il sindacato che ha indetto lo sciopero generale) e anche dell’Italia. Un migliaio di persone, poi cresciute a 1.500 nel corso del corte, è sceso in piazza a Imperia per gridare “Palestina libera” e “Stop al genocidio a Gaza”. Il corteo, partito alle 9.30 da piazza Calvi nel cuore di Oneglia, ha attraversato la città con persone di ogni età, dai bambini in passeggino agli studenti fino alle persone più anziane. Presente anche la comunità islamica locale, con un lungo striscione. Tante anche le associazioni e le realtà locali scese in piazza, tra cui i portuali di Oneglia che già venerdì avevano incrociato le braccia. In piazza Dante è stato osservato un minuto di silenzio, in ricordo delle decine di migliaia di vittime del conflitto.
La bandiera della Palestina sventola in piazza Dante a Imperia
L’allerta arancione, che per fortuna sull’Imperiese non ha creato particolari danni, non ha fermato la manifestazione. Una sfilata pacifica, che pone Imperia sulla mappa delle città italiane che chiedono la fine della guerra in Palestina. La Provincia di Imperia ha chiesto il riconoscimento dello Stato di Palestina, con un documento portato in consiglio e condiviso all’unanimità da maggioranza e opposizione. Il corteo, ampliatosi fino a raggiungere le 1.500 persone, ha stazionato sotto al Comune di Imperia al grido "Scajola scendi giú!". La finestra dell'ufficio era aperta ma il sindaco non ha fatto capolino. Sotto a Palazzo civico ha preso parola l'attivista Susanna Bernoldi, che da anni sostiene la causa palestinese e, dopo il respingimento della mozione ProPal in consiglio comunale aveva abbandonato l'aula gridando «Siete vergognosi».













