«Sono David Gilmour e sono una fottuta leggenda». L’ex chitarrista e cantante dei Pink Floyd è consapevole di essere una leggenda e lo scorso anno con il «Luck and Strange Tour» ha portato la sua musica, fra classici della storica band e sue nuove canzoni, nella sede dei giochi dell’antica Roma. Il film-concerto «Live al Circo Massimo, Roma», al cinema dal 17 al 24 settembre (distribuito da Nexo Studios) e diretto dal suo collaboratore di lunga data Gavin Elder, documenta uno spettacolare concerto sullo sfondo delle rovine romane, con all’inizio un gatto nero (simbolo dell’ultimo album di Gilmour, «Luck And Strange») stilizzato e sovraimpresso sul Circo Massimo che in sequenze animate gira per la Città Eterna, fra rovine romane e sontuose chiese. Difficile non pensare al «Live at Pompeii» dei Pink Floyd girato nel 1971 (il documentario sarebbe uscito l’anno successivo) con la band che suonava sì dal vivo, ma senza pubblico. Invece sono tantissimi i fan di tutte le età al concerto di Gilmour. Alcuni probabilmente lo seguivano sin dai tempi dei Pink Floyd, molti altri non erano ancora nati quando a metà anni Ottanta Roger Waters (l’anima più politica e visionaria della band britannica) ha lasciato il gruppo, qualcuno avrà vissuto il primo, psichedelico, periodo del gruppo a fine anni Sessanta quando il leader era Syd Barrett. Gilmour, con i suoi virtuosismi alla chitarra, incarna lo spirito più spettacolare della band, anche se non pochi spettatori saranno stati in primis suoi fan.
Quando David Gilmour ha stregato il Circo Massimo
Il film «Live al Circo Massimo, Roma», al cinema dal 17 al 24 settembre sul concerto dell’ex Pink Floyd.
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