LONDRA - Non è noto per essere uomo ciarliero, ha sempre preferito far parlare la sua chitarra. Ma David Gilmour, leggenda dei Pink Floyd, ha tutti i motivi per essere un (quasi) ottantenne felice, mentre accoglie i visitatori nei suoi splendidi studi «galleggianti» sul Tamigi. Il suo ultimo album da solista, il malinconico «Luck and strange», è arrivato primo in classifica in Gran Bretagna. E ora è diventato un disco live, mentre gli epici concerti al Circo Massimo di Roma dell’anno scorso si sono trasformati in un film (dal 17 nei cinema italiani). Certo, come vedremo, rimangono delle questioni irrisolte (l’eterna spaccatura con Roger Waters non si è per nulla ricomposta), ma hanno il sapore più di un retrogusto amaro che di un trauma vero e proprio.