«Da parte nostra c’è sempre stata la buona volontà di andare incontro a tutte le necessità dell’allievo. Ma purtroppo in questi casi non c’è nessuno che supporta la scuola. Non c’è nessuno che prende decisioni e dà direttive. E io come dirigente scolastica devo tutelare la salute dell’alunno, ma pure quella dei docenti». A parlare è la direttrice di una scuola media torinese finita a processo per maltrattamenti nei confronti di un ragazzino affetto da una gravissima patologia che compromette le funzioni motorie e intellettuali.