È morto Antonio Del Pennino, ex parlamentare e dirigente del Partito repubblicano e storico esponente della Milano socialista tra gli anni Settanta e gli anni Novanta. Milanese, si è spento a 86 anni. La sua esperienza nella politica cittadina inizia con la segreteria repubblicana a metà degli anni Sessanta e si consolida con la prima elezione in Consiglio comunale.

È il 1970, dall’Aula di Palazzo Marino arriva in assessorato in breve tempo: la delega è quella alle aziende municipalizzate e alle partecipazioni comunali. Il sindaco, in quel periodo, è Aldo Aniasi. Ma è con il successore di Aniasi, l’altro socialista Carlo Tognoli, che Antonio Del Pennino siede sulla poltrona di vicesindaco: è l’epoca del pentapartito, lo schema che vede in coalizione Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Partito Liberale Italiano. Manca solo il Pci: ed è l’ingresso in maggioranza dei “comunisti”, voluto da Tognoli, che porta Del Pennino a dimettersi e passare all’opposizione.

Siamo al 1985. Cinque anni dopo, nel 1990, è rieletto in Consiglio comunale come capogruppo del Partito repubblicano. Nel 1992, però, arriva Tangentopoli e l’inchiesta lo coinvolge per un giro di presunte tangenti su appalti che riguardano, tra le altre cose, le municipalizzate della città.