«Il nostro è un settore energivoro importante. Dà il suo contributo alla bilancia commerciale del Paese, fa scuola in tutto il mondo per il livello di innovazione e la capacità di stare sul mercato. Eppure, nelle politiche che devono accompagnare la transizione energetica, è il più dimenticato. Una mancanza che deve essere colmata. In Europa e in Italia». Così Franco Manfredini, presidente della commissione Energia di Confindustria Ceramica, commenta la situazione di un comparto che continua a soffrire costi energetici molto alti, rispetto ai competitor internazionali: «In Italia abbiamo i prezzi dell’energia più alti d’Europa, già i più alti al mondo. E dobbiamo consumare metano».

Manfredini sottolinea come il settore sia sottoposto al sistema Ets, «che incide notevolmente sulle nostre spese ed è destinato ad esserlo sempre di più. Il conto energetico pesa sulla competitività delle nostre aziende. Lo diciamo da anni e da anni denunciamo alcune distorsioni che ci penalizzano: per esempio l’attuazione stessa del sistema Ets che non premia le aziende più performanti o la mancata applicazione del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism, ndr) al nostro settore».

Manfredini fa una riflessione più generale: «La ceramica è un comparto esposto alla competizione internazionale e al carbon leakage (il trasferimento della produzione di CO2 oltre i confini europei, ndr). Ha quindi tutti i titoli per avere accesso a sostegni alla competitività come possono essere le deroghe nel sistema Ets e quelle per gli aiuti di Stato. Quello che riceviamo è un trattamento ingiustificato rispetto alle stesse linee guida che sono alla base di questi meccanismi».