Quando il biologo americano Craig Venter annunciò di aver creato la prima cellula artificiale, nel 2010, lo accusarono di voler giocare a fare Dio. Oggi il gioco è passato di mano. Ed è l’intelligenza artificiale a tenere il banco.

Una rete neurale chiamata Evo ha appena disegnato il genoma di un virus, programmandolo per riconoscere, infettare e uccidere un batterio che in alcuni casi è pericoloso per la salute umana, l’escherichia coli. Un test di laboratorio ha dimostrato che il compito è stato eseguito con perfetta efficienza. I virus dal genoma artificiale sono riusciti a uccidere i batteri all’interno di alcune provette.

Si tratta di un passo avanti per la salute umana, minacciata da batteri sempre più spesso resistenti agli antibiotici, secondo i ricercatori di Stanford che hanno eseguito l’esperimento. “Ok, ma cosa può andare storto?” si chiede sul social X lo scienziato Eric Topol, fondatore e direttore dell’Istituto di ricerca americano Scripps. L’esperimento di Stanford non è ancora stato pubblicato su una rivista scientifica. Quindi nessun ricercatore lo ha ancora controllato e validato. Gli autori lo hanno caricato su un sito usato dagli scienziati per scambiarsi le scoperte più recenti, chiamato bioRxiv.