Doveva essere il fiore all’occhiello della riforestazione targata PNRR, un progetto di Città Metropolitana di Roma, ma la realtà parla di un fallimento "quasi totale". Nella pineta delle Acque Rosse di Ostia, area protetta all’interno della Riserva Naturale del litorale romano, il maxi-intervento da 2 milioni e 356mila euro di fondi pubblici sembra essersi trasformato in un boomerang ambientale. L’idea era semplice e ambiziosa, riportare in vita un’area degradata con 37.800 piante e 14.590 arbusti - tra cui frassino, acero, cerro e quercia, mentre tra gli arbusti la rosa canina, il mirto e il liburno tino- restituendo ossigeno e biodiversità al litorale.
I lavori, dopo una bonifica del terreno, avrebbero dovuto concludersi entro l’inizio dell’anno, fatto sta che residenti e associazioni lo hanno visto partire solo tra marzo e aprile 2025 con un bilancio "preoccupante" che registra, secondo il "WWF Litorale romano", solo il 20% delle piantumazioni sopravvissute, con le restanti pianti secche, ingiallite e abbandonate. Un campione censito l’11 settembre su oltre 1000 piante.






