Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 8:00

Ormai le serie hanno sostituito la realtà, gli occidentali le consumano come caramelle o meglio, dato l’invecchiamento della popolazione, come cardio aspirine. L’ultima puntata si è svolta tra il castello di Windsor e Chequers, la ‘casa in campagna’ del primo ministro britannico. Ospite d’onore Donald Trump e il suo seguito di tecnotitani con in tasca la penna per firmare contratti vantaggiosi e il libretto d’assegni per ‘investire’ nel Regno di Sua Maestà.

Nonostante la cena di super gala nella sala da pranzo di Windsor e le acrobazie di piloti e paracadutisti britannici a Chequers, la visita non ha destato molto interesse nella popolazione delle isole britanniche, più invece all’estero dove la pompa della corona e le tiare di principesse e regine attirano sempre l’attenzione. Solo il fronte britannico anti-Trump si è dato da fare, ma intelligentemente corona e governo hanno tenuto il presidente degli Stati Uniti lontano da Londra dove si svolgevano le manifestazioni.

I sudditi di sua maestà hanno ben altre preoccupazioni: un primo ministro travolto da continui scandali, l’ultimo quello dell’ex ambasciatore a Washington, Peter Mandelson, meglio noto come l’eminenza grigia del governo Blair; un debito pubblico che non si riesce a fermare; il sistema delle infrastrutture che è vicino al collasso; un’inflazione alimentare che quest’inverno costringerà ancora più anziani a decidere se riscaldarsi o mangiare e poi c’è l’assenza di una struttura industriale, prodotto di politiche portate avanti da entrambi i partiti per decenni, politiche che hanno guidato la deindustrializzazione della nazione dove nacque la rivoluzione industriale.