Un bypass idraulico. Perfetta analogia con quello che viene fatto in un qualsiasi reparto di cardiologia del Policlinico. Per non interrompere i flusso dei gas ospedalieri, i progettisti del nuovo Policlinico hanno dovuto deviare tubi e condotte per garantire la piena continuità operativa dei vecchi padiglioni. È solo un particolare, ma se si dovesse scegliere un esempio per la teoria della complessità non si sbaglierebbe a indicare il cantiere del nuovo Policlinico, un’opera che nasce nel cuore storico della città, tra via della Commenda, via Lamarmora e via Francesco Sforza, incastonato tra i vecchi padiglioni dell’ospedale che per ovvii motivi devono continuare a operare senza sosta e dove ogni scelta progettuale deve tenere conto di mille variabili. Ci sono voluti quasi cinque anni, ma alla fine il traguardo è lì a portata di mano tanto che si sta già lavorando all’inaugurazione. L’invito è arrivato anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A metà novembre verranno consegnati i due grandi blocchi laterali del progetto firmato da Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra insieme a Techint, (percentualmente il 70 per cento dei lavori), a gennaio entreranno i primi pazienti e a marzo sarà completata l’opera con la piantumazione del giardino pensile - o meglio, il giardino terapeutico - sul tetto del padiglione centrale che è il punto di raccordo tra i due blocchi e ospiterà le 26 sale operatorie, le sale parto e la diagnostica ad alta tecnologia.
Milano, ultimo miglio dei lavori al Policlinico: la nascita della Cittadella della salute dopo 5 anni. Giachetti: «Caso unico»
A metà novembre verranno consegnati i due blocchi laterali, a gennaio 2026 l'ingresso dei primi pazienti. Investimento da 266 milioni di euro






