Inizia domani, a New York, la sessione dell’Assemblea generale Onu. È facile prevedere che sarà una delle più meste e inconcludenti dai tempi della Guerra Fredda. Nel recente passato il grande raduno dei leader politici e delle diplomazie mondiali è stata l’occasione di negoziati, incontri dietro le quinte per risolvere controversie, prevenire l’inasprirsi delle crisi, trovare una sintesi tra posizioni diverse. Questa volta, invece, avremo la certificazione di spaccature che appaiono insanabili e, in definitiva, della crisi profonda del multilateralismo. Tutto ciò è il risultato dei crimini di guerra commessi in Ucraina da Vladimir Putin, a Gaza da Benjamin Netanyahu, nonché dei fallimenti politici di Donald Trump.