Gaza city è ormai costantemente sotto un "anello di fuoco": i media palestinesi descrivono così l'avanzata dell'Idf nella città principale della Striscia, accompagnata da "pesanti bombardamenti", mentre il bilancio delle vittime continua a crescere.
L'obiettivo dichiarato di Israele è azzerare quello che resta di Hamas e riportare a casa gli ostaggi, ma la fazione islamica nonostante l'assedio prova a contrattaccare con le armi della guerra psicologica.
Così ha diffuso un'immagine propagandistica dei restanti 48 rapiti nelle sue mani, tutti ribattezzati con lo stesso nome di un militare israeliano disperso da quasi 40 anni.
L'anello di fuoco, secondo i resoconti dal terreno, è arrivato a cingere diversi quartieri della città dove l'Idf ritiene che Hamas mantenga la leadership, le restanti milizie e gli ostaggi. Sono stati almeno 56 i morti segnalati dall'alba di sabato, 71 in totale, secondo al Jazeera. All'ospedale al-Shifa, il più grande della Striscia e uno dei pochi ancora operativi nei territori, il direttore Mohammed Abu Salmiya era in servizio al pronto soccorso quando ha visto arrivare i corpi di suo fratello e della cognata. Secondo i dati raccolti dall'organizzazione indipendente Acled, specializzata nel monitoraggio della violenza, circa 15 palestinesi su 16 uccisi dall'esercito israeliano dall'inizio della sua nuova offensiva a marzo erano civili.











