AGerusalemme la 'Giornata dei disordini' si è aperta alle 6.30 del mattino con incendi di cassonetti, pneumatici e un'automobile intorno alla residenza di Benyamin Netanyahu.

'Un anello di fuoco', l'hanno chiamato le centinaia di manifestanti che hanno alzato il livello delle proteste chiedendo la liberazione degli ultimi 48 ostaggi (di cui forse 20 ancora vivi), la fine immediata della guerra e nessuna invasione di Gaza City. Dove oggi il capo dell'Idf Eyal Zamir ha visitato le truppe: "Hamas si deve sentire braccato, le nostre forze stanno operando da punti chiave attorno alla città. Ieri abbiamo avviato una mobilitazione significativa di riservisti per colpire Hamas con maggiore intensità", ha detto.

Bombardamenti che stanno spingendo il milione circa di residenti della città a spostarsi prima ancora che venga diffuso dall'Idf il comunicato ufficiale dell'evacuazione generale. L'esercito stima che 70mila persone siano già partite verso sud nelle ultime 72 ore. Che si aggiungono ai 10mila dello scorso weekend. Da Washington, Donald Trump ha postato un messaggio imperativo: "Dite a Hamas di restituire immediatamente tutti i 20 ostaggi (non 2, 5 o 7), e le cose cambieranno rapidamente. Finirà la guerra".