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La vittima è un italiano di origine turca. Il movente è legato a rancori personali. Per varie ragioni, gli assassini avevano maturato un profondo astio nei confronti dell'uomo
Un omicidio brutale, eseguito con ferocia e tentato di occultare con il fuoco. È questa la scena che si è presentata agli investigatori la mattina del 23 luglio scorso, quando il corpo carbonizzato di un uomo è stato rinvenuto all'interno di un appartamento in fiamme a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. La vittima è un 62enne, italiano di origine turca, Hayati Aroyo, ucciso con circa trenta coltellate prima che i suoi assassini cercassero di cancellare ogni prova appiccando un incendio all’interno dell’abitazione.
A distanza di quasi due mesi, la svolta è arrivata grazie al lavoro congiunto della squadra mobile della questura di Milano e della procura di Monza, che ha portato all’esecuzione di tre fermi: un italiano di 38 anni, un cittadino albanese di 33 anni e una donna italiana di 36 anni. Per tutti, le accuse sono pesantissime: omicidio aggravato, rapina aggravata, incendio doloso e distruzione di cadavere.






