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In carcere una coppia e un amico conosciuti su un sito di incontri. Colpito con 30 coltellate

Le tre persone accusate di averlo ucciso - marito e moglie italiani e un loro amico albanese - sostengono di averlo eliminato quasi per una questione d'onore, ovvero per vendicarsi dopo che lui aveva diffuso un video hot nel quale la donna appariva con un'altra persona. In realtà sembra più una storia tra "compagni di merende" del medesimo, bassissimo cabotaggio quella che ha portato, la notte del 23 luglio scorso, all'omicidio di Hayati Hayim Aroyo, noto come "Vito", 62enne pregiudicato italo turco, spacciatore e balordo di lungo corso, accoltellato con trenta fendenti in un appartamento di Sesto San Giovanni poi dato alle fiamme insieme al cadavere. Una vicenda dalle tinte fosche, dove a farla da padrone sono un branco di pericolosi truffatori privi di scrupoli, propensi a perdere la ragione tra siti di incontri, festini a base di cocaina (procurata da Aroyo), scommesse online e denaro facile. A tradire definitivamente gli assassini, infatti, è stato proprio l'utilizzo di una delle tre carte di credito rubate al morto la notte del delitto insieme al telefono e al tablet.