«Siamo qui a parlare di formaggio, ma non siamo fuori dal mondo. Vediamo come, da tempo, la fame e la malnutrizione siano usate come arma di guerra. Vediamo uccidere con determinazione la povera gente e i bambini. Ecco perché non possiamo e non dobbiamo più stare in silenzio: quello del governo israeliano è un atteggiamento criminale intollerabile e noi abbiamo l’obbligo morale di dire da che parte stiamo. E non venite a dirmi che tutto questo non c’entra con i formaggi. C’entra eccome, perché Cheese è un luogo di pace, confronto e di dialogo, che unisce persone da tutto il mondo».
Con queste parole il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, ha aperto ieri mattina la 15ª edizione di Cheese, il più importante evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo, organizzato da Slow Food e Città di Bra, con il supporto della Regione Piemonte. Nel suo intervento, Petrini ha ricordato gli oltre seimila studenti che hanno frequentato l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, studenti che riportano in tutto il mondo i valori di Slow Food e il ricordo di Bra, e ha ribadito l’importanza dell’educazione alimentare, anche nel settore caseario, per conoscere il valore dei formaggi a latte crudo, per avere piena coscienza di cosa si trovano nel piatto.








