È una missione decisamente sfortunata quella della Flotilla in direzione Gaza. Strombazzata mille volte, non procede sotto buoni auspici. La stessa partenza delle navi impegnate è stata rinviata più volte, e infatti solo ieri le barche chiamate a trasportare derrate alimentari in Palestina sono salpate, ma senza il passeggero più famoso. La povera Greta Thunberg, che già aveva dovuto subire il trauma delle critiche e il trasbordo su un’altra nave, ieri è rimasta a terra. E già immaginiamo i suoi occhi furoreggiare sui malcapitati che l’hanno avvisata, ma neppure lei gode di una buona stella. L’Alma, l’imbarcazione che ora ospita la ribelle più nota del globo, si è dovuta arrendere per problemi tecnici. Sono le cose che possono succedere, ma nel momento in cui si sveglia il protagonismo, diventa un dramma.
La soluzione è andare a Gaza a nuoto oppure attendere le riparazioni, sperando in meccanici della navigazione all’altezza del compito. Sennò come si fa? Domenica pomeriggio la Thunberg, senza una apparente spiegazione, ha deciso di lasciare il comitato direttivo e l'imbarcazione Family, per trasferirsi proprio sulla Alma, una delle due barche principali. Ci sono state polemiche, alcune note altre no, la maggior parte delle quali vertenti sui problemi di comunicazione al mondo intero. La Thunberg, specialista della materia, è stata zittita. A questo si aggiunga che la Alma ha subito appunto alcuni disfunzioni tecniche ed è arrivata al porto di Siracusa per una sosta. L’altra sera avrebbe dovuto raggiungere le barche ormeggiate in rada a Portopalo di Capo Passero, ma un problema al serbatoio ha bloccato la partenza. Nervi a fior di pelle.








