Ritardi, false partenze, intoppi burocratici e resistenze amministrative. Dopo giorni di attesa, mentre Gaza City viene progressivamente invasa dall’esercito israeliano e un fiume di persone cerca disperatamente di sottrarsi a bombe e raid, la Global Sumud Flotilla è finalmente riuscita a lasciare i porti tunisini per fare rotta verso il Mediterraneo centrale. Nel giro di un giorno o poco più dovrebbe riunirsi con la delegazione italiana, dopo la partenza da Augusta rimasta a Porto Palo in attesa delle altre navi.
La delegazione salpata da Barcellona e rimasta per più di dieci giorni impantanata fra Sidi Bou Said e Bizerte, anche a causa delle due granate incendiarie sganciate su due diverse barche da droni non identificati, arriva in parte modificata in numeri e assetti. Per questioni di sicurezza, alcuni membri dell’equipaggio hanno dovuto rinunciare alla missione, alcune barche si sono dimostrate troppo fragili per la traversata e anche il direttivo è parzialmente cambiato.
Stress, attacchi e dibattiti, ma la missione prosegue
L’ecoattivista svedese Greta Thunberg ha deciso di rinunciare al proprio ruolo nell’ambito della missione, pur rimanendo nel comitato organizzativo e a bordo delle barche che puntano a raggiungere Gaza. Alla base, differenze sulla comunicazione, secondo alcuni così incentrata sulla Flotilla stessa da finire per distogliere l’attenzione da quanto avvenga nella Striscia.










