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Kiev avverte: la Russia accelera il riarmo con nuovi caccia, carri T-90M, blindati e sistemi missilistici. Un piano pluriennale che mira a estendere il conflitto oltre l’Ucraina fino al 2030

Le dinamiche del conflitto in Ucraina e la tensione geopolitica nell’area euroasiatica sono attualmente influenzate da un significativo impulso produttivo e strategico da parte di Mosca. Informazioni recenti provenienti dall’intelligence di Kiev indicano che la Russia sta pianificando un’espansione sostanziale della propria capacità militare entro la fine dell’anno in corso, con profonde implicazioni per la sicurezza regionale e globale. Contemporaneamente, l’evoluzione delle capacità dei servizi segreti ucraini evidenzia una trasformazione radicale nelle metodologie operative e nelle collaborazioni internazionali nel settore della sicurezza.

Fonti della Difesa ucraina segnalano che entro fine anno la Russia intende produrre circa 57 nuovi aerei da combattimento di ultima generazione, inclusi i modelli avanzati Su-57, Su-35, Su-34 e Su-30. Sul fronte terrestre, è prevista la fabbricazione di circa 250 esemplari del carro armato T-90M, affiancati da oltre 1100 veicoli blindati BTR-3 e BTR-82A, nonché da 365 sistemi d’artiglieria di nuova concezione, non meri aggiornamenti ma piattaforme completamente rinnovate. Il piano produttivo include inoltre circa 2500 missili di varie tipologie: missili da crociera e balistici per il sistema Iskander, missili ipersonici come il Kinzhal e nuovi sistemi anti-nave a lungo raggio. Questa crescita quantitativa e qualitativa manifesta un orientamento strategico volto a potenziare la gittata, la precisione e l’efficacia delle testate, con l’obiettivo dichiarato di prepararsi a conflitti estesi oltre l’area regionale, potenzialmente coinvolgendo attori della Nato entro il prossimo decennio.