No, non è vero che la presenza dell’orso in Trentino penalizza il turismo. Lo attesta un sondaggio condotto da Doxa per Trentino Marketing srl su un campione nazionale di 2.011 persone tra i 18 e i 75 anni, rappresentativo della popolazione. Le interviste sono state realizzate tra il 3 e il 16 giugno scorso con una metodologia mista (50% Cawi, Computer assisted web interviews - e 50% Cati, Computer assisted telephon interviews). I risultati sono stati presentati nell’ambito del “Tavolo grandi carnivori”.

Solo due anni fa il presidente della società di promozione turistica che ha commissionato l’indagine, Giovanni Battaiola, nella veste di presidente dell’Associazione albergatori del Trentino aveva dichiarato a LaPresse: “La questione orsi e lupi ha influito sull'andamento delle prenotazioni per la stagione estiva”. Ma nella stessa stagione 2023 Luciano Rizzi, presidente dell’Azienda di promozione turistica della Val di Sole, dichiarò alla testata trentina Il Dolomiti che i numeri leggermente più bassi rispetto al passato non erano da ricondurre alla presenza dell'orso, ma a motivi economici e al maltempo. A suo avviso, dunque, i plantigradi non erano responsabili del calo delle presenze turistiche in Trentino.