Trovato il corpo senza vita di un altro orso in Trentino, stavolta in un’area in quota della Bassa Val di Sole, non lontano dal luogo dove morì il giovane runner Andrea Papi. Si tratta di una femmina, morta in circostanze da verificare, segnalata da alcuni escursionisti nel pomeriggio del 18 settembre. Il Corpo forestale del Trentino ha recuperato il corpo per poi consegnarlo all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe), dove saranno svolte le analisi necroscopiche.

“Poiché sono ormai parecchi gli orsi uccisi tramite atti di bracconaggio, manterremo alta l’attenzione: vogliamo chiarezza e giustizia”, dichiara l’etologa Ivana Sandri, presidente dell’Enpa del Trentino, che avanza una richiesta alla Provincia autonoma di Trento: “In attesa di conoscere le risultanze degli esami da parte dell’IzsVe, chiediamo con forza che, qualora la morte dell’orsa sia riferibile a una causa umana, l’esemplare venga conteggiato nel numero massimo di orsi, pari a otto, che possono essere uccisi in un anno in Trentino, come stabilito dall’Ispra”. La rappresentante dell’Enpa osserva inoltre che “molti orsi sono scomparsi senza che ne sia stato trovato il corpo, ma tanti sono anche quelli di cui è stato possibile accertare che sono stati uccisi in atti di bracconaggio. Chiediamo dunque con forza che questi reati vengano perseguiti e puniti, poiché trasmettono un’immagine che non ci appartiene e che non rappresenta la stragrande maggioranza dei trentini”.