Milorad Dodik non è più ufficialmente il presidente della Republika Srpska (Rs), l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina (BiH).
Il vicepresidente dell'entità, Davor Pranjić, ha firmato infatti un decreto che promulga modifiche alla Legge sulla Polizia e gli Affari Interni, e che ufficializza il trasferimento dei poteri da Dodik a lui stesso, dopo che il mese scorso la commissione elettorale centrale, sulla base di una sentenza definitiva, aveva revocato a Dodik il suo mandato di presidente della Republika Srpska.
Il testo integrale del decreto e della legge è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale della Rs. Dodik, leader nazionalista serbo-bosniaco, a più riprese ha affermato di non riconoscere tale decisione della commissione elettorale, e ha convocato per il 25 ottobre un referendum per ottenere su ciò l'appoggio popolare dei serbo-bosniaci. Dodik al tempo stesso non accetta le decisioni e le delibere della Corte costituzionale della BiH e le sentenze dei tribunali del Paese.
Anche se, in contraddizione con tale posizione, ha mostrato di accettare la condanna a un anno di reclusione, sostituendola con una multa da 18 mila euro, come consentito dalla legge di BiH per le condanne non superiori a un anno. La stessa commissione elettorale ha indetto per il prossimo 23 novembre nuove elezioni anticipate per il nuovo presidente della Rs, respinte da Dodik e che saranno con ogni probabilità boicottate dagli elettorali dell'entità serba. In base alla legge elettorale, a tale consultazione non potranno partecipare gli elettori di etnia bosgnacca musulmana e croata.






