Più leggera, più potente, più veloce nella ricarica, più facile da riciclare. È l’Intelligent battery integrated system (Ibis), tecnologia annunciata due anni fa da Stellantis, quando il progetto aveva già macinato tre anni di lavoro di 60 fra ingegneri e tecnici. Per i tecnici, rappresenta «una rivoluzione, come è stato il common rail per i motori diesel». Ora Ibis è piazzata sotto la carrozzeria di una Peugeot 3008 e se ne va a spasso per le strade francesi, a caccia di salite, discese, marciapiedi dove testare la trasmissione della coppia alle ruote motrici e sui circuiti del marchio del Leone, dove può correre a 180 chilometri l’ora senza rischiare sventolii di palette della polizia, multe e sequestri.

La sintesi del progetto è semplice: spariscono i due blocchi di caricabatterie e inverter (necessario per trasformare la corrente continua in alternata), che diventano parte integrante di ogni «pacchetto» di batterie. «Ora sono organizzati in “panetti" con due blocchi da sei celle ciascuno, ma la gestione è singola», spiega Anne Laliron, vicepresidente senior di Stellantis a capo della ricerca tecnologica. Una sorta di rivoluzione copernicana: finora, a definire tempi e modi era la capacità del pacco batterie nel suo complesso, agganciato a caricatore e inverter per alimentazione e funzionamento. Con Ibis, è tutto in un blocco unico. I vantaggi sono molteplici, dalla manutenzione semplificata (l’impianto è a 48 volt, non richiede misure di sicurezza particolati) alla possibilità di sostituire un solo «panetto» anziché l’intero (e costoso) pacco batterie, alla velocità di ricarica (aumentata del 10 per cento) e alla potenza (+15%). «La tecnologia Ibis consentirà anche di aumentare la durata delle batterie del 10 per cento e questo avrà effetti sul valore residuo dell’auto», aggiunge Laliron. Una tecnologia funzionare anche con le batterie allo stato solido o con quelle agli ioni di sodio, Stellantis sta testando da qualche tempo. Per vedere Ibis su un’auto di serie ci vorrà ancora qualche anno, «entro il 2030» è il mantra di manager e tecnici.