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Per strada e sui social capita sempre più spesso di imbattersi in pubblicità e influencer che offrono sconti per sedute di psicoterapia online. A proporli sono le piattaforme di telepsicologia, cioè quelle che mettono in contatto un gran numero di psicologi e psicoterapeuti con persone che vogliono iniziare una terapia a distanza. Le più note in Italia sono Unobravo e Serenis, che esistono da pochi anni e hanno una comunicazione che ricorda in tutto quella di molte startup che vendono prodotti qualsiasi.

L’Ordine nazionale degli psicologi è intervenuto diverse volte per segnalare campagne pubblicitarie al limite e aprendo un dibattito sull’opportunità di applicare strategie di marketing aggressive a un tema delicato come la cura della salute mentale. Secondo Valentina Di Mattei, professoressa e presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, questi approcci «possono diventare gravi se banalizzano la malattia mentale o assimilano la prestazione psicologica a un prodotto di consumo, per esempio con codici sconto e promozioni».

Unobravo è stata la prima start-up a usare un tono diverso nella comunicazione dei servizi psicologici. Nacque nel 2019 da un’idea di Danila De Stefano, psicologa, che ha raccontato che viveva a Londra e faticava a trovare uno psicoterapeuta che parlasse in italiano. De Stefano creò un portale che consentisse agli italiani all’estero di fare delle sedute di psicoterapia nella loro lingua: investì 5mila euro e nacque Unobravo. Nel 2022 ci fu il primo round di investimenti importante guidato dal fondo statunitense Insight Partners con cui raccolse 17 milioni. Oggi la piattaforma non è più solo per italiani all’estero: il fatturato annuale dell’azienda è di 124 milioni di euro, ha 300 dipendenti e 8mila psicologi affiliati.