Traffico in tilt a ponente. Magni (Camera del Lavoro): “Non si può più aspettare. Il governo ci ascolti”

La manifestazione della Cgil a Genova (foto Pambianchi)

Genova - Sciopero di 8 ore, concentramento ai Giardini Melis di Cornigliano e corteo fino alla Prefettura passando per la Guido Rossa, lungomare Canepa, Stazione Marittima, via Gramsci e a salire: la Cgil scende in piazza per una mobilitazione nazionale per denunciare il genocidio a Gaza.

“Il segnale che vogliamo dire e che vogliamo dare, e ne parleremo con la prefetto appena saremo ricevuti al nostro arrivo, è quello di ribadire quanto già richiesto con un testo ufficiale che abbiamo consegnato sempre in prefettura nel nostro presidio di venerdì scorso, cioè quello dell'urgenza di iniziare a interessarsi sul serio di quello che sta succedendo sul territorio palestinese, nella Striscia di Gaza, a Gaza City - ha spiegato Igor Magni, segretario della Camera del Lavoro di Genova - è in corso un genocidio. E noi non riusciamo, né il governo italiano, né i governi europei a prendere una decisione che finalmente metta nelle condizioni di aprire una via diplomatica per fermare quello che sta accadendo. E il disinteresse che è intorno a questa condizione, se non viene smossa dai lavoratori, dai cittadini, come hanno fatto durante la marcia dei 40.000 organizzata da Music for Peace, come hanno fatto nella giornata del presidio dell'altro giorno, come hanno fatto nella giornata del nostro presidio, come faranno da qua in avanti in tutti i momenti che saranno possibili, io credo che i governi continueranno a balbettare e continueranno a girare la testa dall'altra parte. Non basta la sanzioncina, tanto per pulirsi la coscienza, perché oggi laggiù le persone muoiono e il clima che si respira nel mondo è un clima drammatico, a partire da quello che c'è in Ucraina e quello che c'è in tante altre parti del mondo, a partire dallo Yemen, dal Congo. Qualcuno, riparlando, ad esempio, di leva, di servizio militare, con un'economia di guerra, dove gli investimenti degli stati sono sull'acquisto delle armi e non sugli interventi che sarebbero necessari su scuola, lavoro, sanità, tutto quello che oggi sta crollando nei sistemi delle nostre democrazie, purtroppo, mi pare che vadano da una parte sbagliata. E allora ogni mobilitazione da parte dei lavoratori, delle lavoratrici, dei cittadini, degli studenti è valida e va bene per provare a smuovere queste coscienze di chi ci governa. Chi ci governa dovrebbe ascoltare chi li ha votati e chi gli sta dicendo che noi non vogliamo guerre, che noi vogliamo uscire da questo clima e che vogliamo che ci si occupi dei problemi veri delle persone che abitano in questi paesi, in queste nazioni e che hanno bisogno di avere una speranza, che è la speranza di vita di fronte alla morte”.