Sono risultati ancora molto preliminari, e valutati su modelli animali, ma giudicati “molto incoraggianti” perché “mostrano una strada per nuove prospettive terapeutiche” per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), grave malattia neurodegenerativa per la quale non esistono cure risolutive.

I risultati di cui parliamo sono relativi a uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Laboratorio di biologia della neurodegenerazione della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Aberdeen in Inghilterra e della Columbia University negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista Brain: gli autori del lavoro, coordinati da Valeria Gerbino, hanno infatti ipotizzato l’esistenza di una correlazione tra l’attività di una particolare proteina che regola la risposta immunitaria, l’interferone di tipo I, e la progressione della malattia, e hanno successivamente confermato questa ipotesi esaminando campioni animali. Una notizia positiva per ricordare la Giornata Nazionale dedicata alla Sla, che cade oggi, 18 settembre.

Sla: tutto quello che c’è da sapere sulla sclerosi laterale amiotrofica e i suoi sintomi

05 Maggio 2025

La sclerosi laterale amiotrofica: cosa sappiamo