CORTINA (BELLUNO) - Tutti assolti: escono a testa alta dal processo in cui dovevano rispondere di omicidio stradale per la morte di Carla Catturani la notte del 5 agosto 2017 a Rio Gere, l’ex sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina difeso dall’avvocato Daniele Grasso, il suo vice Luigi Alverà, difeso dall’avvocato Ernesto De Toni e Lara Stefani di Veneto Strade, difesa dall’avvocato Marco Vassallo. Ieri 18 settembre in tribunale a Belluno era in calendario l’udienza per le repliche alla requisitoria del Procuratore e della difesa. In realtà l’intervento della Procura non c’è stato e il giudice Paolo Velo si è ritirato in camera di consiglio per un paio di ore. Al termine ha letto il dispositivo della sentenza: «Tutti assolti perchè il fatto non costituisce reato». Nessuna responsabilità dunque in quella tragica notte. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni. Si chiude così il processo di primo grado. In linea teorica dopo il deposito della sentenza che potrebbe avvenire in dicembre, la procura avrebbe ancora 45 giorni per impugnare l’assoluzione, ma la sensazione è che la parola fine sull’intera vicenda sia ormai stata scritta.
In pratica per il giudice il proscioglimento dei tre imputati è legato all’inesistenza di qualsiasi prova che ne potesse dimostrare la responsabilità. Assoluzione piena, dunque senza il minimo dubbio. «È stato un procedimento lungo e impegnativo -ha commentato ieri a caldo l’avvocato Daniele GraGrasso- ha richiesto approfondimenti molto specifici legati ad aspetti scientifici, ma la verità dei fatti alla fine è emersa in tutta la sua evidenza». Soddisfatto Gianpietro Ghedina: «Sono stato molti anni sulla graticola, ora giustizia è fatta, sono molto sollevato, si è trattato di una disgrazia, avevo la coscienza a posto perchè sapevo di aver agito per il meglio, di aver sempre fatto tutto quello che c’era da fare».








