VENETO - Il Veneto delle piccole e medie imprese frena stretto nella morsa dell'incertezza globale e di un credito sempre più complicato. E non può aspettare le elezioni regionali per avere risposte concrete. «La situazione è preoccupante - avverte Moreno De Col, presidente di Cna Veneto, l'associazione degli artigiani che il 26 settembre terrà la sua assemblea annuale a Venezia, Terminal 103 della Marittima -. Non siamo interessati al dibattito sui prossimi candidati, ma siamo certi che da oggi a novembre ci siano tempi e condizioni per intervenire. I dati confermano che il Veneto produttivo si sta fermando. Viviamo una fase di incertezza legata al contesto internazionale, ai dazi, ma anche a problemi tutti interni come la burocrazia e la difficoltà di accesso al credito. Servono provvedimenti urgenti. La Regione deve intervenire anche in questa fase che anticipa il rinnovo elettorale e amministrativo perché c'è bisogno di affiancare le imprese che da sole non possono affrontare difficoltà così complesse».
La Cna snocciola una serie di dati che fotografano questa frenata dell'economia regionale: nel secondo trimestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2024 fallimenti e concordati sono passati da 303 a 662, le imprese totali in regione sono scesa da 421.850 a 419.441, oltre 1200 in meno quelle artigiane. «E anche l'export è in calo - avverte Matteo Ribon, segretario dell'organizzazione della Cna veneta - chiediamo alla Regione, nelle more delle prossime elezioni di novembre, di varare interventi straordinari di sostegno e accompagnamento alle imprese per superare questa fase di incertezza. Stiamo vivendo una situazione complicata non solo per i settori da tempo in difficoltà come automotive o tessile-abbigliamento. Soffrono anche il calzaturiero, il mobile-arredo, l'occhialeria, è tutto un sistema produttivo che deve essere aiutare a superare le attuali difficoltà, a varare nuovi programmi di formazione, politiche per attirare i giovani».






