Nella letteratura scientifica li definiscono “hidden children”, i ragazzi nascosti. Perché raramente ci accorgiamo di loro. Anche se fanno un lavoro prezioso: si occupano di un genitore malato, di un fratello disabile, di una nonna troppo anziana per essere autonoma. Sono i giovani caregiver, quei ragazzi che per necessità o per scelta devono farsi carico di un congiunto fragile della loro famiglia. In Italia 7 giovani su 100 tra i 14 e i 25 anni svolgono in silenzio questa attività di cura, spesso per più di un’ora al giorno, per un carico medio di 23 ore a settimana. Una popolazione invisibile nel dibattito pubblico, ma cruciale per comprendere l’evoluzione del welfare familiare in un’Italia che invecchia rapidamente.

Di loro, delle loro motivazioni ma anche delle loro difficoltà quotidiane, e della necessità di un riconoscimento ufficiale del loro lavoro, si è parlato alla presentazione del progetto Impressions of Humanity, promosso da Fondazione Msd in occasione dei suoi primi venti anni di attività, e realizzato con la collaborazione di Eikon Strategic Consulting Italia Società Benefit, Fondazione Pastificio Cerere, Rufa – Rome University of Fine Arts e le Associazioni Pazienti Apmarr – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Cittadinanzattiva, Favo – Federazione delle Associazioni Italiane di Volontariato in Oncologia, Salute Donna e Salute Uomo, Uniamo – Federazione Italiana Malattie Rare e Young Care Italia.