«Chiedeteci come stiamo: confusi, disorientati... chiamati a mostrarci felici e vincenti, schiacciati tra ruoli che non ci corrispondono». Così recita il Manifesto di Paranoia Festival, l’evento culturale che mette al centro la salute mentale della GenZ e che il 12 e 13 settembre scorsi a Milano ha organizzato due giorni di musica, arte e parole per affrontare ansia, fallimento e pressione sociale in un’epoca in cui fermarsi sembra non essere un’opzione. La nuova edizione del festival - realizzato in partnership con Ordine degli Psicologi della Lombardia, Progetto Itaca ETS e il patrocinio del Comune di Milano - è dedicata al tema dell’”eterna rincorsa”, al mito del fare sempre di più e meglio tipico dei nostri tempi, dove il peso delle pressioni sociali e delle aspettative schiaccia ragazzi e ragazze, soprattutto nel momento in cui si affacciano al mondo del lavoro.

Di questo e di come vivere un “sereno fallimento” si è parlato durante un panel del festival realizzato in collaborazione con il Sole 24 Ore e intitolato “Stories di insuccesso”, una sorta di “spin off” del format #storiesdisuccesso che racconta storie di startupper, imprenditori e imprenditrici digitali. In questa occasione la giornalista del Sole 24Ore Alessia Tripodi, insieme con Leonardo D’Onofrio, imprenditore, founder di E-Group, e Marzia Targhettini, psicologa e psicoterapeuta, rappresentante dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, ha affrontato il tema della salute mentale sul lavoro e nelle scelte imprenditoriali e della possibilità di concedersi un “sereno fallimento”, di accettare l’imperfezione e trasformarla in un momento di crescita.