Salis teme di perdere l'immunità che la farebbe tornare a processo in Ungheria: il voto non è scontato e gli animi sono piuttosto tesi
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La prossima settimana il Juri deciderà se Ilaria Salis potrà mantenere l'immunità o se, invece, le dovrà essere revocata su richiesta dell'Ungheria, dove l'europarlamentare è sotto processo con l'accusa di aver aggredito (con altre persone) alcune persone che partecipavano a una manifestazione della destra locale. Attualmente il processo contro Salis è sospeso, dopo l'elezione che le ha permesso di lasciare il carcere di Budapest, Salis ha goduto della protezione politica ma il fatto è antecedente, e il voto della Commissione Affari Giuridici non potrà non tenerne conto. Al momento in Commissione il gruppo di Ecr voterà compatto per la revoca dell'immunità di Salis, al pari dei Patrioti. Altrettanto ovvio è il voto contrario dei socialisti, dei democratici e dei gruppi di sinistra. Il vero ago della bilancia è rappresentato dal Ppe, che è anche il gruppo più numeroso. La situazione sul voto è "molto tesa", viene riferito da una fonte. interna.Nel frattempo, Zoltan Kovacs, portavoce del premier Viktor Orban, dall'Ungheria replica all'appello di Salis pubblicato ieri, in cui l'eurodeputata ha fatto l'ennesimo appello per mantenere l'immunità e non tornare a processo a Budapest. Kovacs ha scritto sui social a Salis le coordinate del carcere Marianosztra, struttura di massima sicurezza a nord di Budapest. In difesa di Salis non potevano che esporsi Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che l'anno scorso l'hanno candidata al solo scopo di farla uscire dal carcere ungherese in cui si trovava reclusa da oltre un anno in attesa del processo.
















