A renderlo noto è il giudice ungherese durante una delle udienze degli antifà a processo. La conferma dell'avvocato: "La procura potrà rinviare nuovamente a giudizio"

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La partita che si sta giocando in Unione europea sull'immunità di Ilaria Salis è molto più ampia, e con effetti più incisivi, di quanto non si pensasse inizialmente. La convinzione generale è che, al termine del regolare mandato quinquennale, l'europarlamentare sarebbe andata a processo in Ungheria qualora non le venisse revocata prima l'immunità. Quindi, che il processo venisse, in qualche modo, sospeso fino a che Salis non fosse stata nuovamente abile a essere giudicata in Ungheria una volta "scaduto" lo scudo parlamentare. Invece no, perchè se il Parlamento europeo dovesse rifiutare in via definitiva la richiesta dell'Ungheria di sospendere l'immunità di Salis, il processo a suo carico sarebbe annullato.Lo ha reso noto il giudice ungherese, Jozsef Sos, nel corso di un'udienza del procedimento che vede incriminati gli attivisti antifascisti, accusati di aver aggredito un gruppo di neonazisti nel corso delle manifestazioni del giorno dell'onore nel febbraio 2023. La conferma è poi arrivata dall'avvocato Gyorgy Magya, che segue l'europarlamentare nel processo ungherese. "È inutile proseguire il processo se l'immunità non sarà revocata. Invece la Procura potrà sempre rinviare di nuovo a giudizio se le condizioni cambieranno", ha dichiarato il legale. Quindi, nel caso in cui a ottobre venisse confermato il verdetto della juri, che per un voto ha negato la revoca dell'immunità, al termine del mandato Salis potrebbe tornare a processo solo se ci fosse un nuovo rinvio a giudizio della procura, con la necessità di ricominciare il procedimento dall'inizio. Per il momento, Ilaria Salis non commenta: queste erano probabilmente notizie di cui era già in possesso, a differenza del resto delle persone, convinte che ci fosse una semplice sospensione.