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Ultimo aggiornamento: 19:28
La libertà di Ilaria Salis è appesa a un pugno di voti e a impedire la revoca dell’immunità da europarlamentare chiesta dall’Ungheria, che l’accusa di lesioni aggravate nei confronti di due militanti neonazisti, potrebbe essere proprio un altro oppositore di Viktor Orbán, l’ex rampollo di Fidesz, Péter Magyar.
Mercoledì è stata giornata di colloqui e discussioni fitte nella commissione giuridica del Parlamento europeo. Numerose le richieste di revoca dell’immunità che dovranno essere esaminate. Ci sono quelle alle due eurodeputate del Pd Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti nell’ambito dello scandalo Qatargate, quella di Salis e appunto di Magyar, accusato da Budapest di furto di un cellulare. I membri della commissione dovranno quindi dare il proprio parere che, se dovesse pendere dalla parte della revoca, dovrà poi ottenere anche la conferma della Plenaria. E sul dossier dell’eurodeputata di Avs, spiegano fonti a Ilfattoquotidiano.it, la discussione è stata serrata, con il voto che potrebbe tenersi già nel corso della prossima seduta del 24 giugno.
Durante la riunione di oggi, strettamente a porte chiuse, gli eurodeputati hanno analizzato le risposte fornite dal procuratore ungherese al quale sono state sottoposte anche domande relative al rispetto dello Stato di diritto nel caso Salis, dato che il suo Paese è da anni attenzionato dall’Ue su questo specifico tema: The Left, Verdi, Socialisti, Renew e pure una parte del Ppe le hanno però ritenute insufficienti, da quanto si apprende, con diversi eurodeputati che hanno sollevato dubbi sulla possibilità di garantire in Ungheria un processo equo citando a supporto alcuni post social del portavoce di Viktor Orbán, Zoltan Kovacs, che mostrano un’immagine generata con l’intelligenza artificiale raffigurante Ilaria Salis dietro le sbarre.










