Il post non si presta a interpretazioni contraddittorie. La foto di Charlie Kirk, assieme alla moglie e ai due figli, è sovrastata dalla scritta: “Charlie Kirk 10 settembre 2025”. Il ritratto di una famiglia felice, prima di essere sconvolta dalla brutale uccisione del giovane esponente politico repubblicano durante un comizio in una università statunitense. Nella parte inferiore della fotografia, la citazione di una frase di Giacomo Matteotti con la data 10 giugno 1924, il giorno in cui venne rapito da una squadraccia fascista e ucciso a Roma perché oppositore del regime di Benito Mussolini: “Uccidete me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai”. La pubblicazione del post sui social da parte della sindaca di Rovigo, Valeria Cittadin, sindacalista della Cisl, ha creato un diluvio di polemiche politiche. L’accostamento tra la vittima americana e il parlamentare socialista, a distanza di 100 anni, accomunati nella stessa sorte è apparso antistorico e di lettura politica propagandistica, nella terra dove il parlamentare vittima del fascismo era nato nel 1885.

In un altro post la sindaca critica la decisione di due esponenti dell’opposizione in consiglio comunale che sono usciti dall’aula quando è stato chiesto dal capogruppo della Lega, Riccardo Ruggero, di osservare un minuto di silenzio in memoria di Kirk. La sindaca scrive: “La violenza politica va condannata sempre, senza ‘se’ e senza ‘ma’. Non esistono morti di serie A e morti di serie B quando si tratta di libertà di pensiero, valori e diritti fondamentali. Fa ancora più male constatare che, a minimizzare o tacere, siano proprio coloro che si fanno grandi a celebrare Giacomo Matteotti, nostro illustre conterraneo, ucciso per le proprie idee… e anche questa volta, come spesso accade, c’è di mezzo ‘Bella ciao’”.