Giustizia
Scontro incandescente a Omnibus (La7) sulla separazione della carriere tra il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, e l’ex parlamentare Andrea Cangini, già esponente di Forza Italia e poi di Azione. Cangini critica aspramente la posizione della magistratura: “Questo continuo a dire che la separazione delle carriere non risolve i problemi della giustizia non ha senso. Se è per questo, non risolve neanche i problemi della guerra in Medio Oriente. In tutti i paesi civili le carriere di chi giudica e di chi accusa sono oggettivamente separati – continua – La separazione della carriere impatta sulla vita dei cittadini nella misura in cui ci sarà qualche garanzia in più di una terzietà del giudice. È nel mio interesse da potenziale imputato sapere che chi mi accusa e chi dovrebbe giudicare in maniera imparziale non fanno parte della stessa categoria e soprattutto hanno le carriere amministrate da Csm diversi”.
“Sento delle cose lunari – replica Gratteri – Quindi con la separazione delle carriere i cittadini saranno più tutelati? E allora mi spieghi perché a Palermo un pubblico ministero ha chiesto la condanna di un ministro (Matteo Salvini, ndr) e il giudice lo ha assolto, mentre a Roma un pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione di un sottosegretario (Andrea Delmastro, ndr) e il tribunale lo ha condannato. Qual è il problema? La verità è che si vuole mettere sotto l’esecutivo il pubblico ministero per poi poterlo condizionare“.







