di Pietro Senaldimercoledì 17 giugno 20264' di letturaSono sempre d’accordo con il procuratore Nicola Gratteri, uomo integerrimo che ha dedicato la sua vita al lavoro e mentalmente più aperto di quanto non appaia, tranne quando parla di giustizia. E questo da prima della campagna referendaria contro la separazione delle carriere tra giudici e pm, quando scivolò su un piccolo infortunio mediatico.La toga disse in un’intervista che le persone perbene avrebbero votato No, come lui, mentre gli imputati, gli indagati e la massoneria deviata avrebbero votato Sì, come invece ho fatto io. In un secondo momento ha precisato che non intendeva accomunare a dei criminali tutti quelli che si sarebbero espressi in favore della riforma, comunque, proprio perché non pendo dalla sua bocca quando affronta temi giuridici, la sua uscita non mi aveva offeso.Lilli Gruber, il marito e Gratteri: oscurata la serie tv, un caso spinosoLa rimozione improvvisa della docuserie World Wide Mafia dalla piattaforma Disney+ ha acceso un acceso dibattito mediati...I grillini viceversa, ogni qual volta il capo della Procura di Napoli apre bocca, crollano sulle ginocchia in stato di deliquio. Nutrono per l’uomo un’adorazione mistica, totalmente acritica, la qual cosa mi conforta nella convinzione di essere nel giusto. L’ennesima riprova si è avuta ieri. Gratteri, già super magistrato attivissimo in Calabria, in un’intervista alla Stampa ha fatto capire di non essere troppo favorevole al Ponte sullo Stretto, sul quale è stata di recente aperta un’inchiesta per corruzione che vede indagati un ex giudice della Corte dei Conti, un avvocato ex consigliere d’amministrazione della società pubblica che segue il progetto dell’opera e un imprenditore.