Un cortocircuito ha rischiato di fargli perdere borsa di studio e alloggio in un colpo solo. Tutto per una manciata di crediti formativi che non gli erano stati assegnati, senza che ve ne fosse ragione. Poi la svolta, arrivata nella serata di ieri, mercoledì 17 settembre, a neppure 24 ore da quell’intoppo burocratico che avrebbe potuto costargli caro. Così Yusuf Hijab, 22enne palestinese d’origine e residente a Bari, ha ripreso a sognare.
Sulla spinta di un’ondata di solidarietà che lo ha travolto, sin da subito, quando qualcuno ha inteso far conoscere la sua storia. Ma anche per l’intercessione dei vertici Uniba, su tutti il neo rettore, Roberto Bellotti, tra i primi a spendersi perché il disguido venisse risolto. Allontanando così gli spettri di una nuova partenza forzata.
Non sarebbe stata la prima della sua vita. Breve, ma già costellata di ostacoli. Arrivato in Svezia da bambino, con l’intera famiglia sfollata in Libano, aveva vissuto lì per anni credendo di poter ottenere la cittadinanza. Sennonché l'avvento del governo di destra, quello guidato da Ulf Kristersson, con politiche migratorie ben più restrittive che in passato, ha cambiato tutto.
Yusuf Hijab ed Enzo Rubino
“Si è sentito tradito da quel Paese che considerava casa”, racconta Enzo Rubino, attivista per i diritti umani che ha seguito da vicino il percorso del giovane palestinese. Quindi è giunto a Bari, proprio l’anno dell’inizio degli studi universitari.











