Ethan Dallas, ragazzo autistico, trovava rifugio in Roblox, ma dietro un avatar di un presunto coetaneo si nascondeva un adulto che lo ha manipolato fino al suicidio. La madre ha denunciato la piattaforma e avviato una causa per omicidio colposo
Ethan Dallas aveva poco più di 10 anni quando, giocando su Roblox si era trovato a interagire ogni giorno con un avatar che credeva fosse un coetaneo, senza sapere che dietro si nascondeva un adulto, poi arrestato per possesso di materiale pedopornografico. Roblox, piattaforma frequentata da milioni di ragazzi tra i 7 e i 18 anni, molto utilizzata anche in Italia, è stata definita «il posto perfetto per i pedofili»: la combinazione di un pubblico giovanissimo, strumenti di chat poco filtrati e la possibilità di interagire attraverso avatar anonimi crea un ambiente in cui i predatori possono avvicinare facilmente i minori senza destare sospetti. In questo contesto, Ethan è stato manipolato e ricattato da un adulto, fino a essere trascinato in una spirale che lo ha condotto al suicidio. La madre, Becca Dallas, ha rotto il silenzio sulla vicenda in un articolo pubblicato venerdì sul New York Times in cui denuncia la piattaforma per non aver protetto suo figlio e annuncia l’avvio di una causa per omicidio colposo.






