Lo vedi correre felice verso il prato bagnato, lo chiami, lui ti guarda con quel musetto innocente… e un attimo dopo si lancia a pancia in giù, iniziando a strusciarsi come se stesse facendo un angelo di neve. Solo che non è neve, è fango. E quando torna verso di te, lo fa con l’aria trionfante di chi ha appena scoperto il senso della vita. Se hai un cane “fango-dipendente”, sappi che non sei solo. Molti proprietari raccontano di pozzanghere affrontate con più entusiasmo che un buffet a volontà. Ma oltre alle risate (e alle lavatrici infinite), la domanda resta: è davvero pericoloso?

Il fascino naturale del fango

“Rotolarsi nella terra è un comportamento assolutamente normale nei cani”, spiega il veterinario Kevin Przybylski. “Non sappiamo esattamente perché lo fanno, ma in natura anche altri animali si rotolano nel fango”. Può essere un modo per grattarsi la schiena, liberarsi da odori che non amano, marcare il territorio o semplicemente divertirsi. Insomma, per loro è quasi un passatempo. Ma il terreno non è mai “solo terreno”.

Cosa nasconde davvero il fango

Il rischio principale si chiama Leptospira, un batterio trasmesso da roditori e animali selvatici, che può provocare leptospirosi: una malattia seria che colpisce reni e fegato e può essere anche fatale se il cane non è vaccinato. Senza contare che si trasmette anche all’uomo. Non è tutto. Nel terreno possono annidarsi funghi come il Blastomyces, responsabile di gravi infezioni polmonari in alcune zone degli Stati Uniti. A questo si aggiungono i “classici ospiti indesiderati”: pulci, zecche, acari e uova di vermi intestinali. E poi ci sono i batteri come E. coli o Salmonella, che amano proliferare dove altri animali hanno lasciato escrementi. Se il cane si lecca dopo essersi rotolato, può facilmente contrarre infezioni gastrointestinali.