Caduto nel silenzio della terra, rimasto solo per giorni in un antro nascosto. Ha resistito al buio, alla fame e alla paura. Il cane Neve oggi è salvo, grazie a un incontro inatteso e a un lungo dialogo fatto di pazienza e fiducia.

Un’esplorazione che si trasforma in salvataggio

Dove il passo dell’uomo arriva di rado e la roccia racconta una storia antica, la Grotta della Spigola di Canova si è trasformata nel teatro di un salvataggio che ha il sapore della vita restituita. Protagonisti di questa storia, raccontata dal sito L’Arena, sono Alessandro Mastella e Guido Gonzato: i due speleologi e geologi erano scesi in quell’antro isolato per motivi di studio, attratti dalla presenza dei basalti che rendono unico quel tratto del carsismo veneto. Non immaginavano che, oltre alle pietre, li stesse aspettando una presenza viva.

Nel buio, illuminati dalle lampade frontali, sono apparsi due occhi. Piccoli, lucidi, spaventati. Appartenevano a un cane bianco e nero, raggomitolato in una zona della grotta irraggiungibile per chiunque non avesse quattro zampe.

Il coraggio in due chili: il cane Lola che ha salvato la sua umana da un gesto estremo sulle montagne