Il dossier del governo israeliano Saif Abu Kesh, nel direttivo del movimento, i contatti in Algeria con Yahia Sarri, e i miliziani Zaher Jabarin e Osama Hamdan. Ecco tutti i nomi infiltrati nel gruppo che sfida Tel Aviv
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La Flotilla che punta su Gaza con l'impossibile obiettivo di rompere via mare l'assedio israeliano è infiltrata ai massimi livelli da personaggi vicini ad Hamas, la Jihad islamica e la Fratellanza musulmana. Niente di nuovo sotto il sole come è già stato scritto, anche dal quotidiano del nostro gruppo, il Tempo, ma questa volta i dettagli con foto e riferimenti recenti arrivano dal ministro israeliano, Amichai Chikli, per gli Affari della diaspora e la lotta all'antisemitismo. Fonte coinvolta nel conflitto, ma estremamente precisa. E le accuse di collusione vengono rese pubbliche il giorno che Greta Thunberg, dopo essere stata usata come simbolo e paravento dagli organizzatori della Flotilla, si chiama fuori lasciando la nave ammiraglia per imbarcarsi su un altro battello come semplice volontaria. Forse non è tanto "gretina" e si è resa conto di essere stata usata da personaggi legati ad Hamas, che porteranno la Flotilla verso il disastro. Altrettanto dovrebbero fare i parlamentari italiani Pro Pal, che avrebbero dovuto sapere fin dall'inizio in cosa si stavano imbarcando.Non solo: il timore è che le "accuse" del ministro israeliano serva a preparare il terreno a trattare tutta la Flotilla come un gruppo di "terroristi" giustificando un intervento non morbido per fermare gli attivisti. Il dossier pubblicato sul sito del governo israeliano punta il dito, per primo, contro Saif Abu Kesh, un palestinese che vive a Barcellona, e fa parte del Comitato direttivo della flottiglia. Nel giungo del 2015 era stato arrestato dagli egiziani per avere guidato la campagna della "Marcia su Gaza", il tentativo terrestre di rompere il blocco della Striscia. Abu Kesh si è attivato assieme a Yahia Sarri un noto esponente religioso islamico in Algeria della Fratellanza musulmana, che ha "collegamenti diretti con Hamas" sostengono gli israeliani. Sarri durante una conferenza nel suo paese, tre anni prima, aveva incontrato esponenti di spicco del movimento responsabile del 7 ottobre come Zaher Jabarin, che detiene le chiavi della cassa, e Osama Hamdan, uno dei negoziatori probabilmente nel mirino degli israeliani nel fallito attacco aereo mirato a Doha.Lo scorso anno il religioso della Fratellanza ha incontrato Basem Naim, il responsabile del Dipartimento affari internazionali di Hamas, impegnandosi a promuovere la Marcia su Gaza e la Flottiglia. Il dossier israeliano denuncia che "Saif Abu Abu Kesh è uno dei principali punti di contatto tra Sarri, il movimento dei Fratelli Musulmani in Algeria e Hamas con i cosiddetti attivisti umanitari". E non sarebbe l'unico: Muhammad Nadir al-Nuri, malese di cittadinanza, ma nato in Scozia nel 1987, si presenta pure lui come "attivista umanitario", ma ha sostenuto diversi progetti legati ad Hamas. Nel dossier si legge che "tra le altre attività, ha finanziato la costruzione di un edificio per l'Ufficio dello sviluppo sociale, istituzione operante sotto il controllo di Hamas". E durante l'inaugurazione era al fianco di Ghazi Hamad, un alto funzionario dell'ufficio politico di Hamas, che recentemente ha dichiarato come i nuovi riconoscimenti dello Stato palestinese siano "i frutti" dell'attacco stragista del 7 ottobre.







